Sigla autografa e valore probatorio: cosa dice l’ordinanza 19073/2024
Sì, una sigla può avere valore legale e probatorio a patto che sia direttamente riconducibile al soggetto scrivente. Questo principio è stato chiarito dall’ordinanza n. 19073 dell’11 luglio 2024, che ha stabilito come la riconoscibilità della sigla sia requisito essenziale perché essa possa valere come firma.
Appare scontato, ma nella pratica non lo è affatto. Una sigla infatti, pur rappresentando una versione abbreviata della firma, può non contenere elementi grafici sufficienti per essere attribuita in modo certo all’autore. È il caso di sigle molto semplici, estremamente stilizzate e facilmente imitabili, che chiunque potrebbe apporre.
Diverso è il caso di sigle complesse, caratterizzate da tratti personali, dettagli grafici peculiari e difficili da riprodurre. In questi casi la mano dello scrivente emerge con maggior evidenza, rendendo la sigla più idonea a svolgere la funzione identificativa.
Alla luce dell’ordinanza 19073/2024, in presenza di una sigla il consiglio è sempre quello di affidarsi a un grafologo forense. Solo una perizia grafologica può verificare l’esistenza di elementi distintivi, argomentare le evidenze tecniche e sostenere, con metodo scientifico, l’effettiva riconducibilità della sigla al soggetto che l’ha apposta.

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