Consulenze grafologiche e perizie forensi

Precisione, metodo e competenza.

Nelle consulenze tecniche d’ufficio (CTU) e, nello specifico, nelle perizie grafologiche, si osserva ancora una tendenza diffusa: formulare conclusioni “granitiche”, espresse in termini di certezza assoluta.

Espressioni come “riconducibile con certezza”, “identificazione senza dubbio” o “attribuzione certa” trasmettono un’apparente solidità scientifica, ma pongono un problema metodologico rilevante.

La realtà è che, in ambito grafologico-forense, il 100% di certezza non è epistemologicamente sostenibile.

L’analisi grafica si basa su:

  • comparazione tra scritture
  • valutazione di compatibilità e incompatibilità
  • interpretazione di variabilità naturale e/o patologica e condizioni esecutive

Tutti elementi che operano in un contesto intrinsecamente probabilistico, non deterministico.

L’analisi è qualitativa all’interno del contesto, e non quantitativa, ossia non esiste un database della popolazione di riferimento, non possiamo verificare quanto un determinato segno sia più o meno ricorrente nella popolazione.

La domanda dovrebbe essere:” Tale grafia, è coerente con il modus scribendi del soggetto in analisi e con la sua variabilità grafia? Con quale grado di probabilità?

Anche nei casi più evidenti, il giudizio peritale resta sempre una inferenza tecnica, fondata su un grado elevato di coerenza tra i dati, ma mai su una certezza assoluta.

Affermare il contrario comporta una semplificazione eccessiva del fenomeno grafico, poiché implica:

  • trascurare la naturale variabilità intra-soggettiva della scrittura
  • non considerare adeguatamente le condizioni contingenti di produzione del gesto grafico
  • sottostimare i limiti metodologici e i possibili condizionamenti cognitivi dell’analisi
  • sottostimare i limiti epistemologici

Da un punto di vista scientifico, una perizia solida non è quella che “assicura la certezza assoluta”, ma quella che:

  • esplicita il grado di probabilità tenendo conto del bilanciamento tra divergenze e convergenze in relazione al contesto
  • dichiara i limiti dell’indagine
  • argomenta il percorso logico in modo tecnico, trasparente, verificabile e replicabile

La forza di una conclusione peritale non sta nella sua rigidità, ma nella sua resistenza alla tesi contraria.

L’ultima domanda da porsi è: ” Tali risultanze possono essere riscontrate se è vera l’ipotesi alternativa trovando delle giustificazioni logiche e scientifiche? con quale grado di probabilità?

A questo punto entrano in gioco le scale di valutazione, ma ne parleremo in un altro articolo.

Info: www.periziafirma.it


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