
Quando ci si trova di fronte a una perizia grafologica, la domanda più importante non è:
“È convincente?”
Ma:
“È metodologicamente corretta?”
Il protocollo ENFSI — riferimento internazionale nelle scienze forensi — offre criteri chiari per rispondere a questa domanda.
E anche senza essere tecnici, è possibile fare alcune verifiche fondamentali.
1. Sono presenti ipotesi alternative?
Una perizia seria non parte da una sola conclusione.
Deve considerare almeno due ipotesi:
- stessa mano
- mano diversa
Se manca questo passaggio, l’analisi è incompleta.
2. Il ragionamento è spiegato o solo affermato?
Non basta leggere la conclusione.
- sono descritti gli elementi osservati?
- è spiegato come si arriva al risultato?
Il percorso logico deve essere chiaro, verificabile e ripetibile.
3. È indicato il grado di supporto dell’evidenza?
Secondo ENFSI, non si parla di “certezza”, ma di:
quanto i dati supportano un’ipotesi rispetto all’altra
Se trovi solo conclusioni assolute, manca un elemento fondamentale.
4. Sono considerati limiti e alternative?
Una perizia affidabile:
- dichiara i limiti dell’analisi
- valuta possibili spiegazioni alternative anche solo bilanciando gli elementi a favore e a sfavore
- evita affermazioni rigide
Questo è un segno di solidità, non di debolezza.
5. Il linguaggio è equilibrato o “granitico”?
Espressioni come:
- “con certezza”
- “senza dubbio”
non sono coerenti con un approccio scientifico moderno.
Una perizia corretta misura, non assolutizza.
Per valutare una perizia grafologica non serve essere periti.
Basta chiedersi:
- sono state considerate alternative?
- il ragionamento è chiaro?
- il risultato è proporzionato ai dati?
Il punto chiave
Una perizia non è affidabile perché lo dichiara. È affidabile perché dimostra il proprio metodo.
Ed è proprio questo che distingue una perizia “convincente” da una perizia scientificamente sostenibile.

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