
Il nuovo manuale ENFSI 2026 chiarisce perché verificare l’autore della firma e verificare l’integrità del documento sono due accertamenti differenti.
Quando viene contestato un contratto, una quietanza, una dichiarazione o un testamento, la prima richiesta è spesso molto semplice:
“Possiamo verificare se la firma è autentica?”
È una domanda importante. Ma non sempre è la domanda completa.
Una firma può infatti presentare caratteristiche compatibili con la grafia del suo apparente autore e, allo stesso tempo, trovarsi all’interno di un documento che presenta aggiunte, sostituzioni, alterazioni o altre anomalie materiali.
Per questo motivo, accertare chi abbia apposto una firma non equivale automaticamente ad accertare la genuinità dell’intero documento.
Il nuovo riferimento ENFSI
Nel luglio 2026 ENFSI ha pubblicato il nuovo Best Practice Manual: The Forensic Examination of Documents, un documento di 234 pagine dedicato all’intero processo di esame forense documentale.
Il manuale non costituisce una norma processuale né una procedura obbligatoria per ogni consulente. Rappresenta però un importante riferimento tecnico per la qualità e l’affidabilità degli accertamenti, caratteristiche sempre più richieste nelle aule di giustizia.
Il campo d’indagine è molto più ampio della sola comparazione grafica e comprende, tra gli altri:
- alterazioni, cancellature e aggiunte;
- confronto non distruttivo degli inchiostri;
- tecniche di stampa e riproduzione;
- toner e documenti prodotti con stampanti laser o inkjet;
- timbri e impronte;
- caratteristiche della carta;
- esami mediante radiazioni ultraviolette e infrarosse;
- analisi cromatografiche degli inchiostri.
Ne emerge un principio fondamentale: il documento deve essere considerato come un sistema composto da scrittura, inchiostro, supporto, modalità di produzione e possibili trasformazioni successive.
La domanda tecnica viene prima dello strumento
Il nuovo manuale sottolinea che, prima di iniziare qualsiasi esame, occorre stabilire che cosa si voglia realmente accertare.
Non basta predisporre un elenco di analisi da eseguire. Bisogna formulare correttamente le ipotesi e individuare quali risultati ci si potrebbe attendere se fosse vera l’una oppure l’altra ricostruzione.
In termini pratici, queste domande non sono equivalenti:
- La firma è riconducibile a un determinato soggetto?
- Il testo e la firma sono stati apposti nello stesso contesto?
- Esistono aggiunte o alterazioni?
- Il documento esaminato riproduce fedelmente l’originale?
- È possibile stabilire una sequenza tra determinati elementi grafici?
- Il documento è materialmente integro?
Un esame costruito per rispondere soltanto alla prima domanda non può essere automaticamente utilizzato per rispondere anche alle altre.
Originale e fotocopia non sono intercambiabili
La distinzione diventa ancora più importante quando è disponibile soltanto una fotocopia o una scansione.
Il manuale ENFSI sull’esame della grafia precisa che le riproduzioni non conservano tutti i dettagli presenti nell’originale. La loro qualità deve quindi essere valutata prima di attribuire significato agli elementi osservati.
L’esame su copia non è necessariamente impossibile. Può consentire una comparazione grafica quando la riproduzione conserva una quantità sufficiente di informazioni.
Cambia, però, la portata dell’accertamento.
ENFSI richiede che venga espressamente indicato:
- che l’esame è stato svolto su una copia;
- che le conclusioni possono risultare limitate;
- che la valutazione riguarda la grafia e non l’autenticità materiale del documento.
Se la qualità della riproduzione è insufficiente, non dovrebbe essere attribuito significato ai risultati della comparazione.
La copia, inoltre, non consente normalmente di esaminare direttamente la relazione fisica tra inchiostro e carta, la pressione realmente esercitata, determinate caratteristiche del tratto, le proprietà ottiche degli inchiostri o eventuali anomalie del supporto.
Anche l’ordine degli accertamenti conta
Il manuale richiama un altro aspetto spesso trascurato: gli esami devono essere eseguiti secondo una sequenza ragionata.
Un accertamento può infatti modificare o compromettere le possibilità offerte da quello successivo.
Un esempio concreto riguarda la luminescenza della carta e degli inchiostri. ENFSI raccomanda di svolgere questi esami prima di eventuali trattamenti chimici destinati alla ricerca delle impronte digitali, perché tali trattamenti possono alterare le proprietà ottiche del documento.
L’analisi tecnica, quindi, non consiste semplicemente nell’utilizzare molti strumenti. Consiste nel scegliere quali impiegare, in quale ordine e in relazione a quale ipotesi.
Il rapporto deve fermarsi dove si fermano i dati
Secondo il nuovo manuale, una relazione dovrebbe:
- descrivere chiaramente il materiale ricevuto;
- indicare lo scopo dell’esame;
- specificare le analisi effettuate;
- distinguere i risultati dalla loro interpretazione;
- esplicitare i limiti delle metodologie e del materiale;
- evitare conclusioni speculative;
- essere sottoposta a revisione paritaria nel modello di qualità delineato da ENFSI.
Questo non significa che l’assenza di revisione determini automaticamente l’invalidità processuale di una consulenza. Significa, però, che la verificabilità del percorso tecnico costituisce un importante parametro per valutarne la solidità.
Le domande da porsi prima di contestare un documento
Prima di impostare una contestazione, è quindi utile chiarire:
- Si sta discutendo dell’autore della firma, dell’integrità del documento o di entrambi?
- È disponibile l’originale?
- Quali informazioni sono state perse nell’eventuale riproduzione?
- Le metodologie proposte possono realmente rispondere al quesito?
- Le conclusioni rispettano i limiti del materiale esaminato?
- Il percorso tecnico è documentato e verificabile?
La questione decisiva non è se un consulente possa formulare una conclusione.
È capire se il materiale disponibile consenta davvero di rispondere alla domanda posta e con quale grado di affidabilità.
Nei casi di firme, testamenti e documenti contestati, uno studio preliminare del materiale può servire proprio a individuare il corretto percorso peritale prima di sostenere costi o assumere iniziative processuali.
Fonti
ENFSI, Best Practice Manual: The Forensic Examination of Documents, Issue 001, luglio 2026: https://enfsi.eu/wp-content/uploads/2026/07/Best-Practise-Manual-Document-examination-NEW-20260715-1.pdf
ENFSI, Best Practice Manual for the Forensic Handwriting Examination, Edizione 4, settembre 2022: https://enfsi.eu/wp-content/uploads/2023/02/BPM-Handwriting-Ed.-4.pdf

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